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Pesto Rosso Fresco

Vi è mai capitato di trovare monotonia nei soliti condimenti per la pasta? A me a volte sì, certo un sughetto di pomodoro fresco è quanto più facile e genuino che si possa fare, ma a volte c’è bisogno di variare dal sugo di pomodoro o il pesto genovese, e così l’altro giorno per condire i miei “Gnocchi di Ricotta” ho preparato un pesto rosso fresco.

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Focaccia al Pesto di Salvia

Oggi vi voglio proporre la ricetta di una focaccia salata molto gustosa, si tratta di una focaccia realizzata con pesto alla salvia e guarnita con pomodorini pachino e olive nere della riviera ligure. Il Pesto alla Salvia mi è stato gentilmente offerto da La Gallinara, un’azienda nostrana della mia regione la Liguria, la quale produce ottimi prodotti dal sapore ligure, esportando i gusti genuini delle nostre terre. Sono tanti i prodotti che La Gallinara realizza, e ogni crema o pesto o sott’olio che sia, ispira piatti vari con la garanzia di un prodotto a Km 0. Il sapore deciso ed il profumo del Pesto alla Salvia, si sposa a meraviglia con i pomodorini pachino e le olive che la Riviera del Ponente Ligure produce. Io ho realizzato la focaccia con il lievito madre, quindi i tempi di lievitazione sono aumentati, ma ora vi spiego tutti i passaggi.

 

 

Ingredienti:

  • 500 gr di farina Manitoba 0
  • 120 gr di Lievito Madre oppure 10 gr di Lievito di Birra
  • 250 gr di acqua
  • un vasetto di Pesto di Salvia de La Gallinara
  • una presa di sale
  • mezzo cucchiaino di Zucchero
  • una manciata di olive nere
  • sale qb
  • origano qb
  • olio EVO

 

Sciogliete la pasta madre (o il lievito di birra) con l’acqua, aggiungete lo zucchero e piano piano la farina, mescolate il tutto e prima di passare sulla spianatoia, aggiungete il pesto di salvia ed il sale, mischiate per bene il tutto e poi passate sulla spianatoia.

Impastate fino all’ottenimento di una pasta liscia e uniforme, poi coprite e ponete in una ciotola coperta con pellicola nel frigo per tutta la notte.

Il mattino dopo riprendete l’impasto e ponetelo in una teglia cosparsa d’olio facendo bene pressione con i polpastrelli in modo da formare i classici buchi caratteristici della focaccia, a questo punto tagliate i pomodorini e schiacciateli assieme alle olive nell’impasto, poi aggiungete un pizzico di sale grosso un filo d’olio e una spolverata di origano. Ponete la teglia in forno spento ma con la luce accesa per due ore in modo da farla lievitare ancora. Passate le due ore, cuocete in forno già caldo per 15 minuti a 250 gradi e poi per altri 20/25 minuti a 220 gradi, o comunque sino a quando sarà bella colorita e dorata. Servitela tiepida o anche fredda, accompagnata da un prosecco ghiacciato è la morte sua.

 


Con questa ricetta partecipo al contest di Kucina di Kiara e ER Creazioni –                                    categoria Lievitati

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Strozzapreti con Pesto di Pistacchi e Pomodorini


Premetto che da buon genovese, con tradizioni culinarie molto radicate nel territorio, per me il Pesto rimane esclusivamente quello di basilico che la denominazione corretta della ricetta sarebbe Pestato di Pistacchi di Bronte, ma la bontà del piatto e la grande tradizione di sapori eccellenti della cucina Siciliana, mi fanno chiudere un occhio a riguardo. A parte gli scherzi, il pesto di pistacchi per me è stata una vera scoperta, un giorno avevo l’esigenza di far andare un sacchetto di pistacchi che acquistai ad una di quelle fiere di paese, e così mi sono cimentato in questa ricetta della tradizione Sicula. Il risultato è stato eccezionale, un tripudio di sapori e profumi, e poi gli strozzapreti gli si addicono molto, ma anche lo spaghetto fa la sua figura.

Ingredienti per 4 persone:

  • 500 gr di strozzapreti
  • 200 gr di pistacchi
  • 1 mazzetto di basilico
  • 3 cucchiai di parmigiano grattato
  • 2 cucchiai di pecorino grattato
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 manciate di pomodorini pachini
  • sale
  • Olio EVO

 

 Il procedimento è semplice e medesimo a quello del Pesto alla Genovese di cui avevamo già parlato in precedenza. In un mixer tritiamo il mazzetto di basilico, con l’aglio, poi aggiungiamo l’olio ed i formaggi grattati, io non vi do la dose di olio precisa perchè varia a seconda del vostro gradimento e dalla quantità di basilico, ma l’importante è che ne venga fuori una bella crema densa. Non aggiustate troppo con il sale perchè il pecorino e i pistacchi che andremo ad aggiungere daranno già una buona sapidità al condimento.

Aggiungiamo i pistacchi e diamo un paio di tritate con il mixer, lasciandoli a pezzetti non troppo fini, ora il nostro pesto è pronto.

Mettiamo su l’acqua per la cottura degli strozzapreti, e nel contempo in un salta pasta, scaldiamo un filo d’olio dove poi aggiungeremo i nostri pomodori pachini, che andremo a tagliare a pezzetti, e faremo stufare.

 Prima di scolare gli strozzapreti, aggiungiamo il pesto nel saltapasta allungandolo con due cucchiai di acqua di cottura, mescolandolo ai pomodori.

Il piatto è pronto, una volta amalgamato il condimento alla pasta , aggiungete una spolverata di parmigiano.   


 

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Testaroli al Pesto

 Testaroli al Pesto

Un mio soggiorno alle Cinque Terre mi ha invogliato a provare questa ricetta tipica del Levante ligure, anzi per dirla tutta della Lunigiana.

Testaroli sono una ricetta dagli ingredienti semplici e di origine contadina, inizialmente erano preparati con una farina di farro ma ora si utilizza semplicemente un mix tra la farina di grano tenero (Farina 0) e la farina di grano duro (Farina 00).

Per condire i testaroli il condimento più indicato è il Pesto, ma tuttavia si possono condire anche,con un sugo di pomodoro o di funghi porcini, in tutti i casi vanno spolverati con una bella grattata di grana padano.

Sicuramente come tutte le ricette della tradizione regionale contadina hanno fascino ma soprattutto una sicura approvazione da parte di tutti i commensali.

Ingredienti per 4 persone:

 

  • 200 gr di Farina 00
  • 200 gr di Farina 0
  • 480 gr di Acqua tiepida
  • sale q.b.
  • Pesto
  • grana padano q.b.

Il procedimento è abbastanza semplice ma necessita di alcuni indispensabili

strumenti come ad esempio un testo in ghisa o comunque una padella antiaderente dal fondo molto spesso.

Si iniziano a mescolare in una terrina le due farine assieme al sale e poi piano piano si versa l’acqua facendo attenzione a mescolare per benino, cercando di schiacciare gli eventuali grumi che si potrebbero formare.

A questo punto si sarà ottenuta una pastella molto fluida simile a quelle per

la realizzazione delle crepes, e la facciamo riposare per 30 minuti/1 ora.

Passato il tempo necessario, mettete a bollire una pentola d’acqua (ricordate di salarla), nel frattempo ponete sul fuoco il vostro testo di ghisa e scaldatelo per bene, quando il testo sarà ben caldo, versate un mestolo di pastella ed impugnando il manico con una rotazione del polso spalmatelo bene sullasuperficie in modo da livellarlo.

Se avete un coperchio coprite il testo e dopo qualche minuto la pastella si staccherà da sola dal testo e questo punto con l’aiuto di una paletta voltate

il vostro testarolo sottosopra in modo da cuocere anche l’altro lato.

Questo lato si cuocerà più in fretta ovviamente e basterà un solo minuto.

A questo punto tagliate il vostro testarolo a rombi e quando l’acqua della pentola sarà giunto a bollore, abbassate la fiamma immergete i rombi nell’acqua bollente e fateli rinvenire dopo un paio di minuti, ricordate che non si devono cuocere ma solo ammorbidire.

Scolateli e disponeteli su di un piatto da portata, conditeli con il Pesto e un’abbondante spolverata di grana padano.

 

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Pesto alla Genovese

il Pesto

Sono genovese, e di una cosa vado ghiotto e soprattutto orgoglioso, la pasta al pesto,  meglio se trenette piuttosto che trofie. Gli ingredienti devono essere rigorosamente freschi e meglio se il basilico è un basilico a Km 0, il classico mazzetto che quando lo porti in casa ti profuma la cucina.

 

Ingredienti:

  • 1 mazzetto di basilico (se di Prà meglio)
  • 1 manciata di pinoli
  • 2 spicchi d’aglio
  • 6 cucchiai da cucina di Grana Padano
  • 2 cucchiai da cucina di Pecorino Sardo
  • 100 ml di olio extravergine d’oliva (1/2 bicchiere)
  • sale grosso

 

 

La tradizione richiederebbe il mortaio in marmo ed il pestello in legno, ma ovviamente non tutti hanno ne gli attrezzi, ne tanto meno il tempo per fare il pesto alla “vegia maenea” come diciamo a Genova. E allora, posizioniamo il basilico nel mixer assieme all’olio,all’aglio e ai pinoli,diamo un paio di “push” e poi aggiungiamo, il grana, il pecorino ed il sale grosso. Mixiamo fino ad ottenere un profumatissimo e saporito composto omogeneo.

Non ci resta che bollire l’acqua e buttare la pasta.

 

Consiglio:

La ricetta genovese delle Trenette al Pesto prevede anche l’aggiunta di fagiolini e patate lesse, potete cuocerli assieme all’acqua della pasta e scolarli assieme alle trenette.

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Paccheri di Bruxelles

Paccheri su pesto di cavoletti con guanciale croccante e cavoletti stufati

Mi hanno regalato dei cavoletti di Bruxelles, come li faccio?
allora pensa e ripensa mi è venuta in mente una pasta sfiziosa e colorata
una ricetta semplice ma di scena.

Ingredienti:

  • 400 gr di cavoletti di Bruxelles
  • 100 gr di guanciale
  • 360 gr di paccheri di Gragnano
  • 1 scalogno
  • olio d’oliva
  • sale
  • pepe

Pulite i cavoletti e fateli sbollentare per ammorbidirli, io li cuocio a
vapore per 15/20 minuti, se ne avete la possibilità meglio, altrimenti basta
sbollentarli in acqua bollente per una decina di minuti.

Nel frattempo tagliate finemente lo scalogno e fatelo imbiondire in padella con un filo d’olio, dopo di che aggiungete il guanciale e rosolatelo fino a renderlo bello croccante, a metà cottura aggiungete una decina di cavoletti
che avete sbollentato in precedenza.

I cavoletti restanti metteteli in un mixer con tre cucchiai d’acqua di cottura dei paccheri ed un filo d’olio e frullateli creando un pesto di cavoletti,
denso e gustoso, aggiustandolo con sale e pepe.

Impiattate mettendo il pesto di cavoletti di Bruxelles sul fondo del piatto,
scolate i paccheri ed adagiateli sopra, aggiungete il guanciale e i cavoletti
restanti passati in padella…buon appetito

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