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Pizza 24 H di lievitazione al carbone vegetale

Ho provato molti procedimenti per realizzare la così detta “pizza perfetta” alcuni li ho già recensiti e altri li sperimenterò e proporrò strada facendo, ma devo dire che questo con lievitazione 24 ore forse è quello che fino ad ora mi ha dato più soddisfazione. Ho optato per il lievito di birra secco, e non per la pasta madre, soprattutto per praticità, in quanto la pasta madre come già specificato sul proprio articolo preposto, ha bisogno di cure particolari e se non si hanno le possibilità di curarla a giusto modo, rischia di vanificare il suo utilizzo e il suo potere lievitante.

 

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Focaccia Genovese alle Olive

Se c’è una qualità di focaccia che mi fa impazzire è la focaccia con le olive, ma non la focaccia con le olive sopra, ma proprio con il patè di olive nell’impasto. Qui da noi a Genova la focaccia ovviamente è un vero e proprio simbolo di genovesità, e i panifici si combattono lo scettro della migliore focaccia della zona. Se ne trovano di tante varianti, con la salvia, con le patate, con le cipolle, con il rosmarino, con le zucchine, con il pesto, con i pomodorini, con il formaggio e appunto con le olive. Avendo intrapreso la mia avventura con il “Lievito Madre” ho voluto cimentarmi nella realizzazione della focaccia genovese con il lievito naturale, secondo la ricetta del mitico Vittorio di “vivalafocaccia.com“.

 

Ingredienti:

 

  • Lievito madre 150 grammi
  • Acqua 250 gr
  • Farina 500 gr
  • 40 gr Olio EVO 
  • un cucchiaino Zucchero
  • un cucchiaio di sale
  • 100 gr di olive nere della riviera ligure

 

  

 

Per prima cosa prepariamo il patè di olive, e lo facciamo semplicemente inserendo nel mixer le olive snocciolate e frulliamo fino all’ottenimento di un patè. Prendiamo il lievito madre appena rinfrescato e lasciamolo per circa 8 ore a temperatura ambiente chiuso in sacchetto di nylon.

Trascorso questo tempo diluiamolo con 40 grammi d’olio più 250 grammi d’acqua in cui avremo sciolto un cucchiaino di zucchero. Aggiungiamo 500 grammi di farina mischiata al sale ed allo zucchero un po’ per volta e iniziamo a impastare per circa 10 minuti.

Compattiamo l’impasto e poniamolo a riposo in un contenitore di plastica coprendolo con un canovaccio e lasciamolo a temperatura ambiente fino a che non raddoppia di volume, io l’ho fatto riposare per una notte intera.

Versiamo l’impasto sulla madia infarinata, effettuiamo qualche piega e diamo la forma che ha la nostra teglia (rotonda o rettangolare).

Copriamo con un panno bagnato e strizzato e lasciamo riposare per un’ora. Ungiamo bene la teglia e versiamo ancora un po’ d’olio al centro di essa. Posiamoci l’impasto e stendiamolo con le mani unte, pigiando bene ma senza stirare la pasta, in modo da stenderlo su tutta la teglia. Distribuiamo sulla superficie del sale grosso e mettiamo al caldo per un’ora, io ho messo la teglia nel forno con luce accesa e un pentolino d’acqua bollente. Dopo un’ora distribuiamo un po’ d’olio su tutta la superficie e pigiando a fondo i polpastrelli formiamo le classiche fossette, tipiche della focaccia genovese. Versiamo sulla superficie anche mezzo bicchiere d’acqua tiepida e rimettiamo al caldo per 2 ore. Inforniamo nel forno a 250 gradi abbassando subito a 230 gradi e cuociamo per circa 15 minuti dopo di che facciamo colorire per qualche minuto col grill.

Consigli:

La focaccia si può servire sia calda che fredda, ma ricordatevi che il profumo ed il sapore della focaccia calda, è qualcosa di indescrivibile. Buon appetito.

  

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Pasta Madre

No,non ho resistito alla tentazione e mi sono cimentato nella realizzazione e coltivazione della Pasta Madre. Pasta Madre ma cos’è? La pasta madre o lievito naturale non è altro che un composto di acqua e farina lasciato fermentare grazie ai batteri che si formano dall’impasto con l’aiuto di uno starter che accelera questo processo e nel mio caso ho utilizzato un cucchiaino di miele, questo perchè gli zuccheri del miele o dell’uvetta, della mela o addirittura dello yogurt facilitano la fermentazione dei batteri. Grazie a questa fermentazione gli impasti realizzati con il lievito naturale ottengono una maggiore crescita e per tanto una migliore digeribilità del prodotto ed un gusto più genuino. Pazienza, pazienza ed ancora pazienza…è questo il vero ingrediente utile per ottenere un buon lievito madre, questo perchè prima di poterlo utilizzare dovranno passare almeno tre settimane e almeno sette rinfreschi. Rinfreschi? e cosa sono, starete pensando voi…allora con rinfresco andiamo a identificare quell’azione che porta nutrimento al nostro lievito e lo rinforza per una migliore lievitazione dei nostri impasti.

Si dice che un buon lievito madre raddoppi il suo volume nel giro di tre/quattro ore dopo il suo rinfresco, e finchè ciò non avverrà, non avrà la forza per ottenere un pane o una pizza con una buona lievitazione. Ma ora facciamo un passo indietro e vediamo come ottenere la nostra prima Pasta Madre.

 

Ingredienti:

  • 100 gr di Farina 0
  • 50 gr di acqua a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaio di miele

Non serve molto per partire con questa avventura…prendo un contenitore dove mischiare la farina all’acqua, quando inizia a prendere consistenza aggiungo il cucchiaio di miele e comincio ad impastare con le mani fino ad ottenere un panetto come nella foto, lo incido con una croce e lo posiziono in un contenitore di vetro alto, coprendolo con un pezzo di nylon che gli permetta di respirare e reperire i batteri dell’aria utili anch’essi alla fermentazione. Ora lascio il barattolo in un posto asciutto a temperatura ambiente ( non deve superare i 30°) per 24 ore prima del primo rinfresco.

Rinfresco:

  • Farina 0 stesso peso del lievito
  • Acqua metà peso del lievito

 

La proporzione di farina e acqua deve essere di 2:1, quindi prendo il barattolo e prelevo il composto fermentato nelle 24 ore precedenti, lo peso, ne scarto la metà e aggiungo la metà di acqua rispetto al peso della PM rimasta, sciolgo la PM nell’acqua (questo procedimento si chiama lavaggio della PM) poi aggiungo tanta farina quanto era il peso della PM non scartata e impasto fino a formare un panetto che inciderò a croce e posizionerò all’interno del barattolo di vetro. Quindi, esempio : se dopo le prime 24 ore avrò 200 gr di PM scarterò 100 gr di PM, aggiungerò 100 gr di Farina 0 e 50 gr d’acqua ed andrò ad impastare.Dopo 24 ore, stesso procedimento, questo fino al terzo rinfresco, dopo di che passerò a rinfrescare dopo 48 ore fino al settimo rinfresco.

Passate le circa tre settimane e sette/otto rinfreschi il nostro lievito madre sarà pronto per la panificazione, ma attenzione, potrebbe non darvi immediatamente grandissimi risultati. Il lievito madre va curato, coccolato e soprattutto nutrito, e solo sperimentando ricetta su ricetta, impasto dopo impasto, riuscirete a domarlo e capirlo. Tanti sono i dubbi e le domande che mi sono sorte iniziando la coltura della PM, e cercando su molti siti ho trovato risposte ad ogni mio dubbio, ma certo è che solo l’esperienza personale e la prova diretta possono aiutare di volta in volta a migliorare i nostri lievitati. Non vi preoccupate se la vostra PM a volte cresce troppo e a volte cresce meno, se ha un colore giallastro o odora di acido, è tutto regolare, giusto così. L’importante è che calcoliate bene i tempi e le quantità, in modo da non trovarvi con quantità industriali di PM, o con tempi ristretti per lievitazione e panificazione. Perchè dico questo? Perchè a me per esempio è capitato di ritrovarmi con 1,3 Kg di pasta madre e dover lavorare dal venerdì alla domenica per smaltirla tutta pur avendone regalata un po’. E poi perchè i tempi di lievitazione e preparazione sono davvero ampi, questo perchè la nostra PM prima dell’utilizzo deve essere stata rinfrescata da non più di 24 ore, meglio ancora se 12 e che per realizzare un bel pane profumato, gustoso e ben aerato con alveoli ben sviluppati, la nostra PM dovrà subire tre rinfreschi ogni 4 ore prima di essere utilizzata, questo per attivare e nutrire al massimo i batteri della fermentazione. Lo so cosa state pensando, ma perchè dovrei entrare in questo circolo vizioso e così impegnativo? Perchè in effetti anche io che ci sono dentro lo penso, ma poi quando sfornerete le vostre pizze, le vostre brioche ma soprattutto il vostro pane…beh allora capirete perchè lo state facendo.

Comunque per quelli come me, ovvero i panificatori del week end, in aiuto ci viene il frigorifero, infatti chi fa un utilizzo discontinuo del lievito, una volta che ha attivato la PM (quindi dopo il primo utilizzo di panificazione) dopo il rinfresco e la successiva notte di lievitazione, possiamo porre il nostro vaso di vetro in frigo fino a 6/7 giorni (ma anche di più volendo) e quando dovremo utilizzare la PM la tireremo fuori dal frigo 3/4 ore prima dopodichè andremo a rinfrescare.

 


Ricapitolando:

Molte ricette di panificazione richiedono un lavoro suddiviso in due giorni, quindi se ad esempio, si pensa di panificare la domenica mattina, allora sarà opportuno pianificare il rinfresco il venerdì sera, per poi il sabato con un paio di altri rinfreschi essere pronto in serata per fare da starter del pane alla domenica.

Se invece si pensa di fare la pizza al sabato sera, stessa cosa, si rinfresca il venerdì sera e si lascia fuori frigo fino a sabato mattina, per poi impastare e realizzare i panetti per le pizze della sera.

 

Gli esuberi

Con esuberi si intende la parte di pasta madre che viene scartata ad ogni rinfresco, e che molti non vogliono gettare e può essere utilizzata in ricette che non necessitano di particolari lievitazioni, ad esempio piadine, taralli, crackers, tigelle o facaccelle. Ma attenzione, perchè si potrà comunque utilizzare gli esuberi solamente dopo aver attivato la PM e non prima, perchè si rischierebbe di ottenere un prodotto dal gusto acidulo e sgradevole.

 

Consigli:

Dopo l’attivazione il nostro lievito prima del rinfresco si presenterà di consistenza molliccia e appiccicosa e quindi di difficile domazione, per tanto consiglio di utilizzare dei guanti e di infarinarsi per bene le mani prima di prelevare la PM, o addirittura di effettuare il rinfresco sciogliendo il lievito madre nell’acqua direttamente dal barattolo. Io in realtà utilizzo una tazza della colazione, dove sciolgo la PM nell’acqua a temperatura ambiente e poi aggiungo la farina impasto e sposto nel vaso in vetro, questo per comodità mia, voi fate quello che vi viene più comodo.


Ricette con utilizzo di Pasta Madre:

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Focaccia al Pesto di Salvia

Oggi vi voglio proporre la ricetta di una focaccia salata molto gustosa, si tratta di una focaccia realizzata con pesto alla salvia e guarnita con pomodorini pachino e olive nere della riviera ligure. Il Pesto alla Salvia mi è stato gentilmente offerto da La Gallinara, un’azienda nostrana della mia regione la Liguria, la quale produce ottimi prodotti dal sapore ligure, esportando i gusti genuini delle nostre terre. Sono tanti i prodotti che La Gallinara realizza, e ogni crema o pesto o sott’olio che sia, ispira piatti vari con la garanzia di un prodotto a Km 0. Il sapore deciso ed il profumo del Pesto alla Salvia, si sposa a meraviglia con i pomodorini pachino e le olive che la Riviera del Ponente Ligure produce. Io ho realizzato la focaccia con il lievito madre, quindi i tempi di lievitazione sono aumentati, ma ora vi spiego tutti i passaggi.

 

 

Ingredienti:

  • 500 gr di farina Manitoba 0
  • 120 gr di Lievito Madre oppure 10 gr di Lievito di Birra
  • 250 gr di acqua
  • un vasetto di Pesto di Salvia de La Gallinara
  • una presa di sale
  • mezzo cucchiaino di Zucchero
  • una manciata di olive nere
  • sale qb
  • origano qb
  • olio EVO

 

Sciogliete la pasta madre (o il lievito di birra) con l’acqua, aggiungete lo zucchero e piano piano la farina, mescolate il tutto e prima di passare sulla spianatoia, aggiungete il pesto di salvia ed il sale, mischiate per bene il tutto e poi passate sulla spianatoia.

Impastate fino all’ottenimento di una pasta liscia e uniforme, poi coprite e ponete in una ciotola coperta con pellicola nel frigo per tutta la notte.

Il mattino dopo riprendete l’impasto e ponetelo in una teglia cosparsa d’olio facendo bene pressione con i polpastrelli in modo da formare i classici buchi caratteristici della focaccia, a questo punto tagliate i pomodorini e schiacciateli assieme alle olive nell’impasto, poi aggiungete un pizzico di sale grosso un filo d’olio e una spolverata di origano. Ponete la teglia in forno spento ma con la luce accesa per due ore in modo da farla lievitare ancora. Passate le due ore, cuocete in forno già caldo per 15 minuti a 250 gradi e poi per altri 20/25 minuti a 220 gradi, o comunque sino a quando sarà bella colorita e dorata. Servitela tiepida o anche fredda, accompagnata da un prosecco ghiacciato è la morte sua.

 


Con questa ricetta partecipo al contest di Kucina di Kiara e ER Creazioni –                                    categoria Lievitati

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Plumcake con Crema di Rucola

Oggi voglio illustrare la realizzazione di un Plumcake salato, e per realizzare questa ricetta ho usato un vasetto di Crema di Rucola che gentilmente mi è stato offerto da La Gallinara azienda di Villanova d’Albenga in provincia di Savona, la quale da oltre 30 anni produce secondo le antiche tradizioni liguri vari tipi di creme e pesti, tra i quali ovviamente il Pesto con il basilico Dop e appunto la nostra crema di rucola. La realizzazione di questa ricetta è molto semplice, ma necessita di qualche ora di tempo, essendo fondamentale un riposo per far lievitare il nostro plumcake, ma il tempo necessario sarà ripagato dalla bontà di quello che realizzeremo, il nostro plumcake è un’ottima idea per pranzare al mare o ad una gita fuori porta.

Ingredienti: 

  • 300 gr di farina Manitoba 0
  • 150 gr di Lievito Madre o 10 gr di lievito di birra
  • 2 uova
  • 150 gr di latte
  • 1 vasetto di crema di Rucola della La Gallinara
  • 8 pomodori secchi sott’olio
  • 80 gr di olive verdi tagliate a rondelle
  • 1 cucchiaio di malto d’orzo o in alternativa di miele
  • sale qb
  • olio EVO qb

 

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Sciogliete il lievito madre (o il lievito di birra) con il latte tiepido in una ciotola, aggiungete la farina, le due uova, la salsa di rucola e il malto (o il miele). Mischiate per bene il tutto e aggiustate di sale, lasciate riposare un paio d’ore in frigo, coperto con la pellicola. Trascorso il tempo, inserite le olive fatte a rondelle e i pomodorini secchi sott’olio fatti a pezzetti, rigirate il tutto mescolando con un cucchiaio e aggiungendo un filo d’olio, trasferite in uno stampo da Plumcake, precedentemente rivestito di carta forno e lasciate fuori frigo a riposare per un’oretta. Successivamente cuocere in forno preriscaldato a 250 gradi per 10 minuti, poi facendo attenzione a non scottarsi, rivestire lo stampo con alluminio e terminare la cottura a 220 gradi per 25/30 minuti. Utilizzare il metodo dello stuzzicadenti per capire se all’interno è cotto o ha necessità di continuare la cottura. Far raffreddare prima di servire.

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Focaccia Genovese

Focaccia Genovese ad impasto semplice

Amante delle tradizioni liguri, non potevo esimermi nello sperimentare la realizzazione della focaccia genovese. Da noi a Genova la colazione è “cappuccino e focaccia”, nel week end appena trascorso sapevo di avere del tempo a disposizione, per poter realizzare questa ricetta facile ma di lunga lievitazione e quindi ho provato.

Ingerdienti:

  • 360 gr d’acqua
  • 400 gr di farina 00
  • 40 gr d’olio evo
  • 8 gr di sale
  • 4 gr di zucchero
  • 20 gr di lievito di birra (o 7 gr di lievito disidratato)

 

 

Come ho anticipato poc’anzi, la lievitazione della focaccia è molto lunga e si può scegliere se farla lievitare fuori dal frigo per 2 o 3 ore a temperatura ambiente, oppure in frigo per 8 o 12 ore. Io volendola mangiare per colazione ho scelto la seconda opzione, ma andiamo per ordine e seguiamo il procedimento.

Come scritto sopra, questa è una ricetta per una focaccia semplice e senza l’uso dell’impastatrice, infatti il composto che andremo a realizzare risulterà molto molle.

In una terrina mettiamo la farina, aggiungiamo il sale e l’olio e mescoliamo. A parte sciogliamo il lievito nell’acqua tiepida con lo zucchero, mescoliamo e uniamo poco per volta nella terrina con la farina.

Con un cucchiaio in legno, mescoliamo fino ad ottenere un composto omogeneo di consistenza piuttosto molle. A questo punto copriamo e lasciamo lievitare, in base a quelle che sono le nostre esigenze di tempo.

Dopo aver riposato il tempo necessario, in una teglia ben oliata facciamo scivolare l’impasto con l’aiuto di una spatola e stiamo attenti che non si pieghi su se stesso.

A questo punto stendiamo l’impasto su tutta la teglia semplicemente utilizzando i polpastrelli delle mani, essendo molto molle e ben lievitato sarà un gioco da ragazzi.

Ora aggiungiamo dell’olio evo, due dita d’acqua tiepida e due pizzichi di sale grosso, e con i polpastrelli energicamente realizziamo i classici buchi della focaccia genovese, l’acqua serve per mantenere il colore chiaro dei buchi che altrimenti si imbrunirebbero troppo.

A questo punto, mettete la teglia in forno per un’ora con la sola luce accesa per lievitare ancora un’oretta ad una temperatura di 25/30 gradi.

Dopodiché infornate per 18 minuti a 220 gradi ed il gioco è fatto.

 

Consigli:

 

Potete aggiungere sopra alla focaccia prima dell’ultima lievitazione, o la cipolla bianca tagliata a listarelle, o il rosmarino, oppure le olive o i pomodorini ciliegini tagliati a metà. In caso optiate o per le olive o per i pomodorini, riempite con essi i buchi che avete realizzato sull’impasto.

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Pizza

Base per la pizza

Oggi è sabato, e il sabato la maggior parte di noi che cosa mangia? Beh, facile, la pizza!!! E allora andiamo a vedere come si faper fare una pizza da zero e poi la farciremo come meglio ci piace… Ingredienti:

  • 300 gr di Farina 00
  • 200 gr di Farina 0 (Manitoba)
  • 200 gr di Acqua tiepida
  • 100 gr di latte
  • 3 cucchiai d’olio d’oliva
  • 1 bustina di lievito per impasti salati
  • 1 pizzico di sale

Prendete una ciotola capiente, versate le farine e mischiatele, aggiungete il sale e l’olio. A parte sciogliete il lievito con l’acqua tiepida ed il latte, dopo aver mescolato aggiungete un pizzico di zucchero e continuate a mescolare.Ora aggiungete poco alla volta il miscuglio alla farina e con un cucchiaio in legno iniziate a girare energicamente come se foste una planetaria umana, vedrete che il composto si attaccherà al cucchiaio e sarà elastico e morbido. Io aggiungo il latte perchè nei vari esperimenti che ho fatto, mi sembra che mi dia quella elasticità e morbidezza in più in fase di spianamento, stessa cosa la raggiungo grazie all’uso della Farina Manitoba. Create una palla e lasciate riposare l’impasto all’interno della ciotola e coprite con un canovaccio, per almeno due/tre ore, io la preparo al mattino per la sera e quindi la lascio lievitare di più,volendo potete velocizzare la lievitazione facendo riposare l’impasto all’interno del forno tiepido. Con quelle dosi vi dovrebbero uscire due pizze, poi dipende dai vostri gusti, se la volete più sottile o più alta. Comunque sia, realizzate delle palline con l’impasto lievitato, lavoratele a mano e poi spianatele con l’aiuto di un mattarello, ungete la teglia prima di adagiarci l’impasto…ora non vi resta che farcirle a vostro piacere. Cuocetele per 15/20 minuti nel forno a 180 gradi

Consiglio:

Io aggiungo la mozzarella a metà cottura per evitare che si abbrustolisca troppo, soprattutto quando uso quella di bufala.

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